Cilento - Agriturismo S. Andrea

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Collocazione geografica

Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano comprende quasi tutto il versante meridionale della provincia di Salerno. La denominazione ufficiale del Parco è peraltro inesatta poichè dal suo perimetro resta escluso il Vallo di Diano, che separa il Cilento dalla Lucania, mentre vi rimane incluso il complesso montuoso degli Alburni, strutturalmente separato dal Cilento vero e proprio. L'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria costeggia il perimetro del Parco sui lati settentrionale e orientale.


I Cilentani nel mondo

A partire dal 1860 migliaia di Cilentani abbandonarono la propria patria emigrando alla ricerca di lavoro e di una vita più agiata . Si calcola che oltre 50.000 oriundi cilentani vivono e lavorano in almeno trenta nazioni, costituendo così un Cilento della diaspora presente in tutto il mondo. Fino a non molti anni fa, gli emigrati dal Cilento sono stati oggetto di dimenticanza e di incuria da parte della madre patria, nonostante il sostentamento da essi pervenuto, ma di contro poco attenta alle loro esigenze.
Nel corso degli ultimi anni, però, c'è stata una svolta positiva: il governo centrale e le amministrazioni regionali e locali hanno iniziato ad apprezzare l'importanza della comunità italiana della diaspora, come fattore economico e turistico, ma anche come occasione per ritrovare una identità pi` grande di quella esclusivamente nazionale e locale.
Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano è all' avanguardia in questo movimento ed ha creato allo scopo di riallacciare i legami affettivi, culturali ed economici, che legano il Cilento ai suoi emigrati, il progetto Cilentani nel Mondo. I Cilentani sparsi nel mondo e le loro famiglie hanno le seguenti opportunità
- agevolazioni e incentivi per riscoprire il desiderio di visitare ed apprezzare il Cilento, le sue bellezze, e i cambiamenti che il Parco sta attuando. Questa opportunità sarà facilitata dal programma PRUSST, "ospitalità da favola", che permetterà ai Cilentani di ritorno di ricevere ospitalità nelle antiche abitazioni dei centri storici, a tale scopo ristrutturate;
- un sito Internet accessibile in qualsiasi momento e da qualsiasi parte del mondo dove si possanno trovare tutte le informazioni, sul Parco sui loro paesi di origine, ma anche sulle comunità di Cilentani, situate ovunque nei vari paesi di emigrazione, in modo da creare una rete di di comunicazione fra i Cilentani sparsi per il mondo;
- la possibilità di partecipare alla creazione di un monumento all' emigrato cilentano, da erigere in un punto centrale del Cilento, per commemorare l' eroismo, i successi ed i sacrifici delle migliaia di cilentani emigrati. Il monumento sarà eretto con il patrocinio ed il sostegno degli Enti locali ma anche di tutti i cilentani, che avranno il privilegio di avere il proprio nome o quello dei loro cari, scolpito sul monumento, sul modello del Muro d'Onore della Statua della Libertà di New York.


La dieta mediterranea

Il Cilento è famoso nel mondo anche per la "semplicità" nella preparazione delle pietanze e la "fantasia" nell'ambito gastronomico (tipica degli Italiani), ciò ha contribuito a rendere importanti i piatti "poveri" e l'arte di "arrangiarsi" in cucina (tipico delle donne di questa terra,dovuto al fatto che spesso erano costrette a fare i conti con una economia che non garantiva nemmeno il minimo dei generi indispensabili per il quotidiano sostentamento), sono famosi nel mondo i prodotti del Cilento, grazie, soprattutto, alla osservazione che, negli anni '50, un celebre nutrizionista americano, Ancel Keys, aveva fatto sulla popolazione del Cilento (ove era giunto al seguito della quinta armata); egli aveva notato una minore presenza di alcune patologie, rispetto agli Stati Uniti. Il medico, tornato in America, intraprese una ricerca che durò 20 anni, i cui risultati furono pubblicati dal "Seven Countries Study". La ricerca, portata avanti su 12.000 soggetti tra i 40 ed i 60 anni, residenti in diversi paesi come la Finlandia , gli USA, l' Olanda, il Giappone la Jugoslavia, e l'Italia, confermò l'ipotesi di Keys ossia, quanto pi` l'alimentazione dei soggetti esaminati variava rispetto agli schemi mediterranei, maggiore era la presenza delle "malattie del benessere".
Avendo la società industriale degli USA fatto abuso di grassi, carboidrati e proteine l'affermazione della dieta mediterranea si ebbe proprio negli Stati Uniti nel corso degli anni '70, quando gli scienziati diedero fondamentale importanza alla prevenzione di alcune patologie . Il prof. Donato Lauria (che vive, spesso, ad Agropoli) e collaboratori, partendo da un lavoro di Mattson (che nel 1985 aveva rilevato che i grassi monoinsaturi e polinsaturi determinano una riduzione, nel sangue di colesterolo totale e delle lipoproteine a bassa densità), hanno messo in evidenza che la dieta a base di cereali, verdure, frutta e pesce, provoca un abbassamento del colesterolo aterogeno ed aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, ed in particolare l'ateriosclerosi, l'ipertensione, l'infarto del miocardio e l'ictus emorragico.
L'olio di oliva ed il pesce (alimenti principali della dieta delle popolazioni della zona costiera del Cilento), rappresentano, grazie al loro contenuto di acidi eco-esa-pentanoici), la migliore difesa delle arterie dagli insulti della malattia ateriosclerotica. Tale indagine epidemiologica è tuttora in corso; e Lauria ed i collaboratori hanno presentato, momentaneamente, una modifica alla dieta anti-ateriosclerotica, avendola sperimentata nella clinica medica della II FacoltÓ di Medicina e Chirurgia "Federico II" di Napoli, diretta dal prof. Mario Mancino.

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